The card of destiny

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In una Londra sempre più multietnica è alquanto facile che culture differenti entrino in contatto, si fondano e diano vita a espressioni artistiche a loro modo originali. I giovanissimi 2 Cards Of 25 sono figli di questo melting pot, nati dalla mente del cantante colombiano Diego Gutierrez e del batterista britannico Pete Buckmaster, capaci di coinvolgere altri musicisti di radice anglo-sudamericana sino a dar vita ad un hard rock tinto di latino di grande impatto, ben palesato dall'EP d'esordio 'Lone Ranger'. Il fato, cinico e bastardo, ha voluto che Pete scomparisse a 22 anni, vittima di un maledetto incidente stradale, ma nonostante questo la sua aura continua ad aleggiare forte sul gruppo, che al momento non ha voluto cercare il sostituto ma continua a mantenere viva la sua memoria. Ed è proprio dal ricordo del talentuoso drummer che parte la nostra chiacchierata con il cantante Diego Gutierrez

Diego, qual'è il ricordo che ti porti nel cuore di Pete Buckmaster?
“Quando ho incontrato Pete la prima volta, non riusciva a guardarmi negli occhi, era la persona più timida che avessi mai incontrato. Era umile, dolce...ma quando iniziava a suonare la batteria scatenava la bestia che era in lui e picchiava su quelle pelli come un ossesso. Era incredibile come cambiasse personalità una volta salito sul palco. Lo conobbi all'accademia musicale, era il 2012, mi stavo diplomando e stavo preparando il mio saggio. Suonavo con lui e subito mi resi conto che la chimica tra noi due era fortissima. Quando gli chiesi se volesse prendere parte al mio progetto, accettò emozionatissimo. Era entusiasta di quello che stava facendo con i 2 Cards Of 25...Ricordo la prima volta insieme in aereo, per andare in Colombia a registrare il video di 'Alice In Wonderland'...era contento come un bambino...E' stata un'esperienza straordinaria...abbiamo registrato in una grotta a 300 metri di profondità e il risultato...beh, lo si può vedere bene nel video. Ci manca, ci manca così tanto...ma mi piace pensare che ora è felice in cielo e da lassù continua a vegliare su di noi e a guidarci”.
Venendo al gruppo. Che cosa si cela dietro ad un nome enigmatico come 2 Cards Of 25?
“Il nome della band è legato ad un curioso aneddoto. 27 anni fa mio padre emigrò ad Amsterdam dalla Colombia per cercare fortuna, lasciando mia madre e me appena nato in Sud America. Quando si trattò di dover telefonare a casa per sentirci, avendo poca dimestichezza con la lingua inglese chiese ad un suo amico di aiutarlo e lui gli disse di andare in un negozio per acquistare carte telefoniche e di chiedere “2 Cards Of 25”. Mio padre si ripetè questa frase in testa fino a quando non fu davanti al bancone, ma in quel momento fu il buio totale. Il commesso non riusciva a capire cosa volesse, e solo dopo vari tentativi mio padre e il ragazzo riuscirono a capirsi. Mio padre mi ha raccontato spesso questa storia, io l'ho sempre trovata divertente, e mi è sempre piaciuto il suono della frase “2 Cards Of 25”, così non ci ho pensato su un attimo al momento di battezzare così il mio gruppo”.

Pensi che in qualche modo le tue origini sudamericane siano andate a influenzare la tua visione della musica?
“La nostra musica è puro hard rock con un caldo tocco colombiano. Tutta la mia famiglia viene da una zona della Colombia chiamata “The Flats”, un'area rurale popolata per lo più da “cowboy”...un contesto molto forte e d'impatto, che ho pensato potesse sposarsi bene con le suggestioni che solo la musica rock è in grado di offrire. A livello di coordinate stilistiche, posso dire che siamo legati a tutte le principali band hard rock degli anni '70 e '80, dai Van Halen ai Led Zeppelin, dagli Aerosmith ai Guns'n'Roses passando per Motorhead e Kiss, anche se l'elenco potrebbe continuare all'infinito”.
Il vostro EP di debutto è introdotto dal singolo “Alice In Wonderland” con relativo video. Come mai avete scelto questo pezzo come singolo?
“La storia dietro 'Alice In Wonderland' è divertente. Il disco era già stato completato e solo da registrare, così io e Ivan (Ortega, il tastierista nda) abbiamo deciso di prenderci un break e di andare a bere qualcosa in un bar. Ci siamo trovati così in uno strip club nel centro di Londra e qui ho conosciuto Alice, una ballerina che si esibiva in quel locale. Mi sono intrattenuto a parlare con lei e sono rimasto folgorato dalla sua bellezza, dalla sua dolcezza ma soprattutto dalla sensazione che mi trasmetteva, la sensazione che fosse un'aliena in quel posto, che non c'entrasse nulla in quel contesto...in quel momento la canzone si è materializzata nella mia mente, sono andato a casa e l'ho tirata giù in cinque minuti. Il giorno dopo in studio l'abbiamo completata, l'abbiamo inserita al volo nel disco e, strano ma vero, è divenuta il nostro primo singolo. Il messaggio che vogliamo trasmettere con questo pezzo è che una buona parte del nostro ambiente si basa sulla moda, sul lusso, ma alla fine questo è tutto falso, vacuo, nulla più di una semplice illusione”.
'Alice In Wonderland' è un tassello dell'EP 'Lone Ranger' la cui gestazione è stata rapidissima...
“So che può sembrare strano ma nel giro di una settimana il disco era pronto, mancavano giusto le parti vocali. I ragazzi hanno macinato la musica come delle macchine da guerra, Pete, ad esempio, ha registrato la batteria in sole quattro ore! Inizialmente l'idea era quella di registrare un singolo e successivamente il disco, poi con il tempo i programmi sono cambiati e abbiamo deciso di esordire con 'Lone Ranger', un EP contenente una bonus track che non finirà sull'album”.
Il futuro, ora, si presenta florido per i 2 Cards Of 25...
“Abbiamo l'EP fuori e presto inizieremo il tour di supporto. Siamo davvero entusiasti...poi abbiamo tante idee che contiamo di inserire nel prossimo album, molte sorprese che siamo certi piaceranno ai nostri fan. Bisogna solo avere un po' di pazienza...”
Intervista a cura di Fabio Magliano

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