Copertina 7

Info

Anno di uscita:2012
Durata:40 min.
Etichetta:American Recordings/Universal Republic

Tracklist

  1. I GOTSTA GET PAID
  2. CHARTREUSE
  3. CONSUMPTION
  4. OVER YOU
  5. HEARACHE IN BLUE
  6. I DON’T WANNA LOSE, LOSE, YOU
  7. FLYIN’ HIGH
  8. IT’S TOO EASY MANANA
  9. BIG SHINY NINE
  10. HAVE A LITTLE MERCY

Line up

  • Billy Gibbons: vocals, guitar
  • Dusty Hill: bass, keyboards, vocals
  • Frank Beard: drums

Voto medio utenti

Non è facile affrontare la recensione di una band come gli ZZ Top. Stiamo pur sempre parlando di un’istituzione del rock, che con quindici album alle spalle e soprattutto oltre quarant’anni di carriera sul groppone è entrata di diritto del limbo dei grandissimi. Cosa dire, quindi, che non sia già stato detto su di loro o su un loro nuovo album? Direi di partire da un po’ di sterili dati… “La futura” segna il ritorno dei messicani a ben nove anni di distanza dal precedente “Mescalero”, non un gran disco a dire il vero, quindi l’attesa per vedere se il trio fosse rinsavito era abbastanza alta. Beh, togliamoci subito il dente e diciamo che l’album convince eccome. Non è certo un disco che entrerà negli annali della storia del rock, ma è un album onesto, genuino, fresco, che ci riconsegna una band in ottima forma, e che soprattutto suona quello per cui è nata, e cioè dell’ottimo rock ‘n’ boogie, quindi fin dalle prime note appare chiaro che c’è stata una sorta di ritorno alle origini. Messe da parte le tastierine che nulla avevano a che spartire col loro sound, e soprattutto le mire radiofoniche, Gibbons e soci sono tornati a macinare riffoni blues e a sudare come pochi altri. E di sudore devono averne cacciato davvero tanto, visto che per partorire l’album ci sono voluti ben quattro anni. A fare da personal trainer alla band, un altro barbuto famoso, tale Rick Rubin (mica pizze e cozze), che li ha rinchiusi a più riprese nello studio di registrazione, e li ha fatti schiumare, lasciando che le idee fuoriuscissero in maniera naturale, jammando, lasciando le considerazioni “da tavolino” ad altre band. E a quanto pare è riuscito nel suo intento… Certo tornare alle origini a volte può essere rischioso, e forse così è stato, visto che inevitabilmente qua e là spunta qualche riff o qualche melodia vocale già sentita ed abbondantemente sfruttata ed usata dalla band in passato. Ma d’altra parte in un genere così è cosa abbastanza normale, se si decide di spazzar via, come è giusto che sia, le influenze aliene al proprio sound, e limitarsi a giocare intorno a quello che da sempre è il proprio trade mark. Che, nel caso di Gibbons, Hill e Beard è del fottutissimo e sudatissimo rock ‘n’ boogie, come già accennato prima, intriso di blues fino al midollo, e perché no, anche di sonorità tanto care alla propria terra di origine, il Texas, quindi del sincero e scanzonato southern rock. Poco importa, allora, se il riff di “Chartreus” suona già sentito, perché ci pensano brani come “Heartacke in blue” o “Big shiny nine” a far smuovere il piede e spazzare via tutti i dubbi che potete avere durante l’ascolto. “La futura” è un disco allegro, che sa di festa, e fa della sua genuinità il suo maggior punto di forza. Quello che traspare durante l’ascolto è l’aver ritrovato una band che finalmente è tornata a suonare ciò che vuole, senza pressioni discografiche, e lo fa per il piacere di farlo, ma soprattutto per far divertire i propri aficionados, sia quando spinge più il piede sul distorsore, come nei due esempi citati poco fa, sia quando lascia venir fuori il suo lato più intimista e blues, per esempio in “Over you” e “It’s too easy mañana”. Quindi le tre barbe più famose del west sono promosse a pieni voti questa volta, con la speranza di ritrovarli su qualche palco la prossima estate, per poter condividere con loro un po’ di sudore e un po’ di passione tipicamente texana…
Recensione a cura di Roberto Alfieri

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Inserito il 19 dic 2013 alle 21:58

e cosa dire quindi? niente...

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