Copertina 9

Info

Anno di uscita:2020
Durata:53 min.
Etichetta:Steamhammer

Tracklist

  1. THE NEW PANDORA
  2. HANDS OF TIME
  3. LINE AND SINKER
  4. WE DON'T NEED THEM HERE
  5. DESTINATION UNKNOWN
  6. ANGEL OF DAWN
  7. DAMN NATION
  8. WAVE OF FEAR
  9. GUESS HOW I HATE THIS
  10. SCENERY OF HATE
  11. RUSTY CADILLAC
  12. YOU DON'T WALK ALONE

Line up

  • Gianbattista Manenti: vocals
  • Michael Ehré: drums
  • Henjo Richter: guitars
  • Stef E: guitars
  • Jogi Sweers: bass
  • Sascha Onnen: keyboards

Voto medio utenti

Col terzo disco in tre anni, la band italo-tedesca dei The Unity certo non perde tempo e batte il ferro finché è caldo.
Fortunatamente la vena compositiva non è venuta meno e il risultato finale conferma il gruppo in grande forma con un disco che è praticamente perfetto per gli amanti del melodic hard rock /AOR, giova infatti ricordare come le radici della musica dei The Unity non abbiano nulla a che fare coi Gamma Ray ( il batterista Michael Ehré e il chitarrista Henjo Richter provengono infatti dalla power metal band tedesca ).
La distanza musicale dal Power Metal è il punto di forza in quanto permette al gruppo una maggior libertà di esprimere le proprie capacità compositive che sono notevoli, come se il metal melodico fosse da sempre la musica di riferimento.
Ho avuto difficoltà a trovare una canzone che non fosse dal buono in su e neanche è stato facile trovare canzoni migliori di altre, tutti i dodici brani - esiste una seconda versione dell'album con in più cinque pezzi live e uno in studio - sono dei potenziali hit.
I punti di forza?
Il piglio melodico, ma allo stesso tempo grintoso, che da sempre contraddistingue la voce di Manenti e l’heavy più classico sono ancora i piatti principali, il power/speed è ridotto all'osso (‘Scenery Of Hate’, ‘We Don’t Need Them Here’, "Damn Nation" peraltro bellissime), altrimenti sono i grandi chorus, le melodie avvolgenti e frizzanti, i riff quadrati e ridondanti di accordi hard - rock a dettare le linee musicali del disco.
I Nostri in questo "Pride" hanno dato il meglio di loro stessi, nonostante (o forse sarebbe meglio dire grazie soprattutto) alla presenza di hits radiofonici da urlo quali "Destination Unknown", "Line And Sinkers" , "Hands Of Time" , "Guess How I Hate This", "You Don't Walk Alone".
La presenza di un brano più oscuro come la metallica "Angel Of Dawn" e del rock sbarazzino con chitarre alla Van Halen "Rusty Cadillac" donano ulteriore varietà ad un disco che si candida tranquillamente a disco melodic-hard dell'anno.
Se amate queste sonorità, un assoluto must!

Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 30 apr 2020 alle 11:29

Personalmente avrei etichettato questo disco proprio come power metal. E' sicuramente ricco di influenze hard rock (come altre band del genere) ma la base del sound è saldamente ancorata al power. Detto questo lo trovo più che sufficiente, nulla più, alcune volte suonano come la versione un po' scoppiata degli ultimi Symphony X.

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