(09 dicembre 2011) Orphaned Land + Myrath + Arkan + Artweg - 9 Dicembre 2011 (Bucarest, Romania)

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Il “Tour To Or-Shalem” presentava l’occasione di vedere insieme agli Orphaned Land anche i tunisini Myrath, opportunità troppo invitante per lasciarsela sfuggire, considerando poi anche i francesi Arkan oltre agli sconosciuti, fino ad allora per me, Artweg.
I quattro gruppi hanno attraversando l’intera europa in poche settimane, partendo proprio dall’Italia e concludendo il tour a Bucarest (concerto, quest’ultimo, al quale ho assistito).

Iniziamo.
Ottimi suoni in un locale (The Silver Church) con una capienza massima di 600 persone ma con meno di 400 presenti. Forse le aspettative dei gruppi e degli organizzatori erano migliori, ma questo ha consentito a noi del pubblico di assistere alle prestazioni delle band con molto più tranquillità e di andare senza problemi al bancone del bar a saccheggiare birra da mezzo litro ad un euro (ma questa è un’altra storia..).

Gli Artweg sono stati eccezionali. Chiariamo subito. Non li conoscevo, ad eccezione di un deludente brano sentito su youtube poco prima del concerto, ma hanno stupito i pochi presenti ( erano appena le 18) con il loro hardcore carico di energia e trascinante. Interessante la coppia di cantanti, un piccoletto nevrotico ed un ragazzo di colore sui due metri, pacato e dalla voce profonda e potente. Presenza scenica ottima per i due che sono riusciti a coinvolgere il pubblico nonostante nessuno, o quasi, conoscesse i loro pezzi. Durante uno dei momenti più travolgenti salgono sul palco alcuni membri degli Orphaned Land, formando un unica fila di headbanging insieme agli Artweg.
Band forse fuori contesto, considerando le sonorità orientali degli altri, ma ha fatto ottimamente il proprio dovere.

Gli Arkan, nonostante buone canzoni e suoni d’impatto e d’effetto, sono stati fra i 4 i meno coinvolgenti. Buona prestazione complessiva, ma ho avuto l'impressione che i loro pezzi rendano più su cd che live. L’alternanza della voce femminile di Sarah Remil e del growl di Jannier, su una base allo stesso tempo rocciosa e melodica, hanno funzionato molto bene dal vivo ma rimangono comunque i dubbi precedenti. Una sorpresa ( che riceverà altre conferme poco più tardi) l’ingresso in scena di Kobi e Yossi degli OL intenti a duettare e suonare insieme agli Arkan.
Nel complesso un gruppo interessante e sicuramente da seguire.

E qui si va sul pesante. Prestazione mostruosa dei Myrath, repertorio quasi interamente dall'ultimo album, pezzi che dal vivo spaccano e convincono anche di più rispetto allo studio sebbene nel cantato mancava, a volte, quel gusto orientale; chitarrista preciso e perfetto. Caratteristica della serata sono state le continue jam sassion fra i musicisti delle varie band ( le sorprese a cui accennavo poco sopra), così per cori e seconde voci femminili è intervenuta Sarah degli Arkan, Yossi degli OL per l’orientale “Tales of the sands”, Kobi per un nuovo duetto e vari membri degli Arkan. Prestazione maiuscola per un'ora circa, probabilmente i migliori del lotto.

I big della serata hanno tirato fuori una prestazione via via sempre più convincente. Partiti un po' al rilento, in particolare il cantante Kobi, hanno carburato velocemente stupendo poi per precisione e carica. Yossi (chitarra solista) e il batterista su tutti, con Kobi che riscatta una prestazione vocale non eccezionale con un’ottima presenza scenica messianica (“Stasera, su questo palco sono saliti cristiani, ebrei e musulmani, ma noi conosciamo soltanto la religione della pace e dell'heavy metal”). Repertorio quasi interamente dagli ultimi due ottimi album, con ancora una volta diversi ospiti e jam session durante l'esecuzione dei pezzi (Sarah per le voci femminili su Sapari, cantante e bassista dei Myrath per “The path part I”; vari membri degli Arkan per comparsate sceniche) e grande ammucchiata finale con tutte le band sul palco, durante l’esecuzione di “Norra el Norra” e “Ornaments of Gold”, con ringraziamenti generali di fine tour europeo.

Per finire: spettacolo eccezionale, impressionante e travolgente sia per l’atmosfera generale, per le singole prestazioni, per le continue jam session e le continue apparizioni di membri delle varie band (a volte chi suonava sembrava sinceramente sorpreso e divertito dall'arrivo di altri). A fine concerto mi sono fermato a prendere un'altra birra e a chiacchierare con molti dei musicisti, disponibilissimi, fra i quali il cantante dei Myrath col suo ottimo italiano e Yossi Sassi degli OL che pubblicizzava il suo nuovo lavoro solista distribuendo volantini...

Ci sarebbero tanti altri aneddoti sul concerto e sulla serata, utili per trasmettere l’esperienza di questo “live” in diversi suoi aspetti, ma mi fermo qui, augurandomi semplicemente di rivedere presto le band del Tour to Or-Shalem.

Alla prossima.

Erlik “Giovanni” Khan


SETLIST:
Halo Dies (The Wrath of God)
Birth of the Three (The Unification)
Olat Ha'tamid
Barakah
The Kiss of Babylon (The Sins)
A Neverending Way
Sapari
From Broken Vessels
The Path, Part 1: Treading Through Darkness
Ocean Land (The Revelation)
Vayehi Or
The Warrior
El Meod Na'Ala
In Thy Never Ending Way


Encore:
The Beloved's Cry
The Storm Still Rages Inside
Norra el Norra (Entering the Ark)
Ornaments of Gold
Report a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 10 gen 2012 alle 15:54

Troppo buoni :ma

Inserito il 10 gen 2012 alle 15:43

Uno di noi!

Inserito il 10 gen 2012 alle 15:06

Grande Erlik!