(12 settembre 2015) Modena Metal Ink III - Day 2

Info

Area:Other Area
Provincia:MO
Costo:Ingresso Venerdì 10€ / Sabato 10€ / Domenica 5€ / Ingresso 20€ con consumazione per chi acquista le 3 giornate
Live report del Modena Metal Ink III tenutosi il 12 Settembre 2015 presso il Palazzetto dello Sport di Campogalliano (MO).


Foto di Arianna G. / Testo di Alessandra Mazzarella


Riprendiamo la nostra cronaca della terza edizione del Modena Metal Ink riportando i punti salienti della seconda giornata. Ah, i palazzetti dello sport, che posti magici. Al liceo facevo educazione fisica in una polisportiva identica a quella che ha ospitato l'evento: quant'è bello guardarsi indietro e rendersi conto che le disgrazie finiscono prima o poi. Ma questa è un'altra storia. Ecco cosa vi siete persi al Modena Metal Ink III.

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Ad aprire le danze sono i Krysantemia da Pavullo nel Frignano (provincia di Modena), che hanno alle spalle due album e un tour da supporter con i Rotting Christ. Propongono ai quattro gatti presenti un ferocissimo thrash death e ci mettono l'impegno che qualunque altra band riserverebbe a uno stadio pieno. La scaletta promuove la loro ultima fatica discografica, “Finis Dierum”, da cui sono estratti tutti i pezzi suonati in questa occasione. Veramente degni di nota, sicuramente da approfondire.

Scaletta:

In Corpus Diaboli
Finis Dierum
At Last
Not Alone
Incarnation
Try To Get Lost
Shadows Of Fault
Six Feet Away


Il testimone passa ai Pursuing The End. Ricordo di averli visti tre anni fa con la formazione originale, quando erano ancora orientati verso il symphonic metal e sembravano una band vagamente interessante. Di quella band non è rimasto nulla, letteralmente. I Pursuing The End hanno bruciato il loro passato e ci hanno sparso sopra il sale. Di loro rimane un membro originale e il nome. La mia non è un'iperbole, lo garantisco. La loro performance mi ha messo a disagio e non poco. Concludo con il loro video di “Cage of Hypocrisy”, guardatelo e capite da soli.



Scaletta:

From The Ashes
Out Of Control
Fallen God
Cage of Hypocrisy
Something Remains
Human Revulsion
This Fire Burn (Cover Killswitch Engage)


Passiamo subito agli Anewrage, band alternative da Milano fresca di debut album. Manca Alessandro Ferrarese alla batteria, sostituito da Rob Iaculli (Klogr, The Fire). Il sound è fresco e catchy, aggressivo quanto basta, il pubblico – ancora decisamente scarso – li accoglie e li segue con entusiasmo. Merito anche dell'eccellente presenza scenica del frontman Axel Capurro, che convince sia come musicista sia come intrattenitore. I ragazzi hanno fatto sicuramente presa sui presenti, se ne avete l'occasione andate a sentirli, hanno un grandissimo potenziale e pure del merchandising molto figo.

Scaletta:

Intro
The Backflip Irony
Red Wet Lips
Neverball
Butterflies
Ape's Legacy
Veins Swell and Heart Beats Faster


Con i The Strigas faccio il secondo tuffo nel passato della serata: ho tredici anni e gli H.I.M. e i The Rasmus sono le band più gettonate tra le giovanissime gothic lolitas che passano i pomeriggi a limonare con i poster di Ville Valo. Se fossimo nei primi anni Duemila i The Strigas sarebbero al top di tutte le classifiche, MTV ci propinerebbe i loro video decine di volte al giorno e il sabato sarebbero ospiti fissi a Top Of The Pops. Invece siamo nel 2015, le gothic lolitas non vanno più di moda e questa band mi fa sentire particolarmente nostalgica. L'ensemble pugliese regala un'ottima performance e una menzione particolare va fatta per la bassista, Liboria Tesoro. Ultimamente nella scena metal le belle ragazze abbondano ma quelle veramente decenti si contano sulle dita di una mano. Liboria è una ragazza graziosa e posata, che cattura l'attenzione del pubblico senza l'ausilio di abiti succinti o movenze ambigue.

Scaletta:

Alone
Wrong
Sorrow Queen
Fade Away
Until You Surrender
Falling Down
Dream Again
The Box
No Tomorrow
Sweet Bitterness


Alteria mi ha fatto compagnia per molti pomeriggi dei miei anni al liceo, quando mi barcamenavo tra una versione di latino e qualche bilanciamento di reazioni chimiche c'erano lei e Ketty a fare le vj su RockTV. Non passavano mai neanche una canzone che mi piacesse ma ci speravo sempre, comunque preferivo loro due a Barbara d'Urso, ça va sans dire. Visto che in casa Mazzarella internet è arrivato solo tre anni fa non avevo idea che Alteria avesse anche una band, lo ammetto candidamente. Per me era solo una conduttrice su una canale di musica di Sky e nient'altro. Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa: Alteria ha il diavolo in corpo, dall'inizio alla fine della sua esibizione non è stata ferma per più di una frazione di secondo, si faceva quasi fatica a seguirla. Ha pure una gran bella voce, potente e versatile, sempre ben inserita nel contesto. Ovviamente sa come intrattenere il suo pubblico, anni di lavoro in TV danno i loro frutti. Estroversa, talentuosa, esplosiva: per me la sorpresa più piacevole della serata.

Scaletta:

Dust
Like An Atom
Bad
Tonnara
Empty Land
In Your Grave
Suck My Soul
Sickness
Encore
Protection


Con i Secret Sphere la location si è riempita, c'era da aspettarselo. Michele Luppi è una delle voci più belle del panorama metal nazionale, con una potenza e un'estensione veramente fuori dal comune. Devo ringraziare il primo dei suoi incredibili acuti per la parziale sordità che mi ha colpito nei due giorni a seguire. I Secret Sphere sono una macchina da power metal ben collaudata, incantano il pubblico con le loro incredibili prestazioni e lo divertono con i numerosi siparietti. Noto con piacere che la comicità dei Secret Sphere ha superato lo stereotipo del bassista sfigato destinando il tastierista al compito di bersaglio per frecciatine e battute. Mi sembra doveroso aprire una parentesi su Marco Pastorino, che ha dato un'eccellente prova del suo grande talento: fare da sostegno a Luppi è un compito che pochi possono svolgere decorosamente, col rischio di finire oscurati dalla sua incredibile presenza. Pastorino riesce addirittura a catturare l'attenzione, una voce come la sua non passa inosservata neanche se al centro del palco c'è una star come Luppi.
Dopo una graditissima cover di “Detroit Rock City” i Secret Sphere lasciano il palco e la terza edizione del Modena Metal Ink si conclude.

Scaletta:

Intro
Legend
Under The Flag
X
Healing
Union
The Fall
Lie To Me
Wish & Steadiness
Mr. Sin
Scars That You Can See
Eternity
Dance With The Devil
Lady Of Silence
Detroit Rock City (cover Kiss)


Evento consigliato? Assolutamente sì: conoscere un po' meglio le realtà del metal all'italiana non fa mai male.
Report a cura di Alessandra Mazzarella

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