(12 aprile 2003) Strapping Young Lad, The Devin Townsend Band, Zimmer’s Hole - 12.04.03 – Tempo Rock, Reggio Emilia

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Finalmente Devin Townsend passa in Italia, per ben tre date…come fare a resistere al fascino di una delle più geniali menti del Metal dell’ultimo decennio? Ed allora eccomi al Tempo Rock di Reggio Emilia (magnifico club, grande ed spazioso, gestito in maniera impeccabile da un gentilissimo staff – colgo l’occasione per ringraziarvi dell’ospitalità ragazzi!) per assistere ad uno dei bill più bizzarri, ma affascinanti di questo ultimo periodo.

Il concerto inizia ad un orario abbastanza insolito, ovvero alle 20.45 (nel pomeriggio il gigantesco Gene Hoglan mi ha spiegato che la mattina seguente alle 09.00 le bands devono essere a Monaco per prendere l’aereo in direzione Canada, quindi sarebbero dovuti partire appena finito il concerto), e sul palco arrivano i Zimmer’s Hole, combo che vede militare nelle proprie file anche Jed Simon e Byron Stroud (rispettivamente chitarrista e bassista dei SYL), il drummer Steve Wheeler ed il singer Chris Valagao…la curiosità è tanta, visto anche il bizzarro album ‘Legions Of Flames’ da poco dato alle stampe…ma non vi è tempo per riflettere, subito è spettacolo!
Valagao entra in scena con il suo costume da diavolo e le risate cominciano, non perché la band sia scarsa (al contrario, lo show è praticamente perfetto dal punto di vista tecnico), ma sul palco questo combo fa di tutto fuorché essere una band seria…giochi con falli di gomma, nella più “ignorante” cultura trash, birre offerte al pubblico, un getto di roba bianca (anch’essa offerta ai fans) dal un’enorme ca**o rosso che il buon singer nasconde sotto le sue mutandine modello Conan il Barbaro, entrate casuali dei roadies sul palco, rincorse on stage per agguantare il poderoso singer…veramente un branco di burloni!!!

Penso che questi Zimmer’s Hole siano la perfetta band da “funny party”, trascinanti e mostruosamente irriverenti, o come si amano definire loro, semplicemente e candidamente una grandissima Stupid Metal Band!!!!……anacondaaaaaaaaaa

L’atmosfera da euforica e frizzante si fa subito magica quando da dietro le quinte la sagoma di Devin, diventa realtà…tutto si ferma per un attimo prima di esplodere in un boato corale inneggiante a Mr. Townsend stesso mentre le prime note, dopo l’immancabile intro, si espandono nell’aria come un flusso invisibile di emozioni…è ‘Seventh Wave’, song tratta da Ocean Machine! Il concerto della The Devin Townsend Band, pur durando circa 45 minuti, passa in rassegna solo 8 songs, lasciando molto spazio all’abilità solistica di Townsend, che più di una volta si lascia andare a passaggi così puliti e stilosi che ribadiscono il concetto che Devin non è solo un genio musicale o un grandissimo cantante (dovete sentirlo dal vivo per capire cosa intendo…la sua voce regala brividi a profusione, praticamente impeccabile a livello tecnico ed a livello interpretativo) ma anche un grandissimo chitarrista, con tanto di controco***oni!

Il live set globale è ottimo, ed i ragazzi della DT Band (Scotty McCargar alla batteria, Brian Waddell alla chitarra e Mike e Dave Young al basso ed alla tastiera) suonano impeccabilmente, ma devo dire che per forza di cose passano in secondo piano, in quanto tutti sono focalizzati su Devin, che rimane visibilmente colpito dalla calorosa accoglienza che il pubblico gli riserva.
La chicca delle chicche è però riservata per la fine, per l’ultima song…niente poco di meno che ‘Bad Devil’, canzone estratta da ‘Infinity’, che sul palco vede la presenza ancora di Valagao di Zimmer’s Hole per un duetto al cardiopalma con il leader maximum canadese…tutto è veramente magnifico!

Ma ora l’inferno è alle porte, almeno l’intro al concerto dei SYL così sembra presagire. Devin, Jad, Byron e Gene (per quest’ultimo il tripudio è generale, a testimoniare l’importanza che Mr. Hoglan può dare ad una band) salgono sul palco…Hoglan da il tempo, ed il muro di suono cala sugli attoniti presenti. La potenza di fuoco è devastante, ed il suono è praticamente identico e fedele al cd…songs nuove e vecchie si alternano una dopo l’altra (vedere la scaletta a fianco) senza soluzione di continuità, portando l’euforia dei tanti kids accorsi, verso limiti estremi.

La cosa che fa rimanere più di sasso in assoluto è comunque Gene Holgan, non c’è che dire…è semplicemente impressionante vedere con che facilità martella la sua batteria, così pulito e preciso ma tremendamente potente…onestamente sembra veramente un simpatico giochino per lui riproporre con fedeltà assoluta le parti di batteria registrate in studio: un animale, un mostro…semplicemente una macchina ipnotica! E Devin vi chiederete…se prima con la sua DT Band è sembrato rilassato ed emozionale nel suonare, ora ha l’occhio da assassino, lucidamente folle, pieno di rabbia ed aggressività, che comunque viene riversata in note con la stessa foga distruttrice propria di un fiume in piena.

Il concerto finisce alle 24.15, durando poco meno di un’ora, con l’immancabile bis, ovvero ‘All Hail The New Flesh’, spazzando via ogni dubbio sulla provenienza del combo…demoni a servizio del Chaos…che roba…un live set deflagrante!
In concomitanza dell’ultimo applauso, le idee che prima avevo dentro di me hanno trovato forma e sostanza…

1. Gli Strapping Young Lad sono probabilmente la band più violenta, feroce ed aggressiva sulla faccia del pianeta. In tanti anni di concerti non mi ricordo di aver mai sentito tanto odio, tanta rabbia grezza, tanta sete di sangue, essere vomitata dallo stage…estremi, ecco, in barba a tutte quelle band che si definiscono le più di qua, le più di là…i SYL sono il limite massimo, dopo di loro, il nulla.

2. Gene Hoglan non è umano. Un alieno deve vivere per forza dentro quella montagna umana. Oggi ho finalmente visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie perché Mr. Hoglan è considerato uno trai più grandi in assoluto nel panorama Metal.

3. Devin Townsend non sta bene.

A concerto finito, parlando con il loro manager mi è stato assicurato che i ragazzi torneranno in Italia a suonare al più presto…Mi raccomando, non lasciatevi scappare questa occasione…e ricordatevi sempre che “chaos is not hell, it is glorious”!!!!!!

Al prossimo concerto!

Foto di Massimo Pirazzoli e Corrado Breno

Report a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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