(10 marzo 2024) Cryptopsy + Atheist @ Milano

Info

Provincia:MI
Costo:34,50 euro
Serata incendiaria allo Slaughter con un'accoppiata da leccarsi i bassi per tutti gli amanti del death metal.
Era tempo che Cryptopsy ed Atheist non facevano visita al Belpaese e il tour ribattezzato "Unquestionable Blasphemy" ha previsto ben 4 date sul suolo italico, dove quella dello Slaughter era l'ultima tappa.
Ad accompagnare le due bands ci sono gli statunitensi Almost Dead e gli ungheresi Monastery.

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Entro in uno Slaughter ancora deserto e dopo pochi minuti salgono sul palco i Monastery. Visti pochi mesi fa al Black Winter Fest e l'impressione su questi ceffi pelati è rimasta la stessa, ossia onesti mestieranti che propongono un death metal vecchia scuola ben fatto e piacevole. Buona tecnica e giusta attitudine per inziare a riscaldare il poco pubblico presente. Per loro un'occasione importante per sfruttare un tour che cmq ha richiamato parecchia gente in tutta Europa e, almeno qua, non l'hanno sprecata.

Lineup
Roland Kovács – voce
Ferenc Tóth – chitarra
Krisztián Tóth – chitarra
Szabolcs Szanati – basso
Róbert Kovács – batteria


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Tempo per rifociallarsi e iniziare a vedere un po' più di gente ed è il turno degli Almost Dead. Anche loro avevo già avuto modo di vederli al Legend nel 2021 nell'edizione del Black Winter Fest quando la pandemia era ancora presente e i concerti erano pochissimi. In quel frangente la band non aveva per niente sfigurato, anche se la loro proposta al tempo non c'entrava una mazza. I nostri sono infatti autori di un thrash/groove fin dall'anno della loro fondazione, il 2002. Autori di sei album di cui l'ultimo uscito pochi mesi fa.

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Una buona occasione per promuoverlo in questo tour.
Una quarantina di minuti ottimi e trascinanti, dove il frontman Tony Rolandelli, fra l'altro l'unico membro originale rimasto, è un animale da palcoscenico non indifferente, catalizzatore e trascinatore come pochi, tanto da venire nel pubblico a cantare e fare un po' di moshpit.
Veramente bravi e coinvolgenti.

Lineup
Tony Rolandelli – voce
Zach Weed – chitarra
Felix Portillo – basso
Ryan Glick – batteria


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Dopo di loro, e con il locale ormai quasi pieno, è il turno degli Atheist. Avevo incontrato fuori dal locale Kelly Shaefer prima dell'esibizione e mi sembrava un po' svagato ma una volta salito sul palco ha fornito, assieme ai suoi sodali, una prestazione da urlo.
I floridiani sono esponenti di un death metal tecnico e progressivo che ha fatto la storia del genere e in questo tour celebrano i loro capolavori "Piece of Time", "Unquestionable Presence" ed "Elements", anche se Shaefer ha promesso di tornare presto con nuova musica e nuovo tour.
Della lineup originale è rimasto solo lui, istrionico e trascinatore, il resto della band è composto da giovani musicisti tecnicamente molto preparati di cui Kelly potrebbe essere tranquillamente il padre.

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Qualche problemino tecnico e luci frontali praticamente inesistenti (diciamo che la band era quasi al buio, ok?) ma il frontman sa come gestire la situazione ed aizzare il pubblico, autore nelle prime file di un moshpit continuo e di un headbanging che ha coinvolto tutti i presenti.
In un'ora circa di esibizione hanno sciorinato tutti i loro maggiori successi e cosa da sottolineare, una disponibilità unica di interazione col pubblico dopo lo show, cosa che a volte capita con personaggi che, a livello di fama e importanza storicadel genere, valgono meno della metà degli Atheist.

Lineup
Kelly Shaefer – voce
Alex Haddad – chitarra
Jerry Witunsky – chitarra
Yoav Ruiz-Feingold – basso
Dylan Marks – batteria


Setlist
No Truth
Mineral
On They Slay
Enthralled in Essence
Air
Fire
Water
I Deny
Unholy War
Unquestionable Presence (extended intro)
Mother Man
Piece of Time


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Per i Cryptopsy mi avvicino a bordo transenna e mi godo la loro esibizione in prima fila.
Una macchina da guerra impressionante, il quartetto canadese. Della formazione originale è rimasto solo il drummer, ossia quel mostro di tecnica di Flo Mournier, autore di una prova gigantesca, ma è tutta la band a fornire una prestazione maiuscola nell'ora a loro disposizione.
Matt McGachy, il vocalist ormai nella band dal 2007 al posto di quel personaggio folle di Lord Worm, è perfetto per il brutal death proposto dai nostri. Attitudine, presenza scenica e vocals perfette per il genere proposto. Una sorta di Corpsegrinder Fisher in salsa canadese, stessi growl alternati ad urla strazianti, stessa stazza, stessa chioma e stesso headbanging con collo enorme.
Anche per loro 30 anni di solida carriera e un album appena pubblicato, l'ottimo "As Gomorrah Burns". Gli altri pezzi proposti vedono attingere dai loro precedenti album, soprattutto da "None so Vile", uscito ormai nel lontano 1996, ma considerato uno dei migliori del genere. Una prestazione devastante che ha messo a dura prova il fisico e il collo di molti dei presenti.

Lineup
Matt McGachy – voce
Christian Donaldson – chitarra
Olivier Pinard – basso
Flo Mounier – batteria


Setlist
In Abeyance
Graves of the Fathers
Lascivious Undivine
Crown of Horns
Slit Your Guts
Back to the Worms
Detritus (The One They Kept)
Sire of Sin
Blasphemy Made Flesh (medley)
Flayed the Swine
Phobophile
Orgiastic Disembowelment


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Finita l'esibizione dei canadesi esco dal locale provato ma felice per la bella serata. Pubblico bello numeroso e variegato...oltre a due ragazze ormai in gravidanza avanzata ho visto un paio di signore che sembravano più volontarie di una parrocchia, accompagnate da una ragazza con felpa dei Mayhem (forse l'avevano pure loro sotto i pastrani pelosi) e un signore in giacca e cravatta.
Misteri del Death Metal.
Alla prossima!
Report a cura di Matt Falco

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