Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:39 min.
Etichetta:Plindo

Tracklist

  1. URLO
  2. BLOODY KNIFE
  3. SCREAMING TO THE WORLD
  4. LIFE
  5. BOOST
  6. TALK
  7. REAL FRIEND
  8. BUTTERFLY
  9. MISTAKE
  10. ANGELS
  11. NON È LA FINE

Line up

  • Maxi: guitar
  • Rokko: guitar
  • Carlo: vocals
  • Michele: bass
  • Lorenzo: drums

Voto medio utenti

Un po’ di sano rockaccio ogni tanto ci vuole, e i maceratesi Swell99 son qui per darcene a badilate.
Life celebra il quattordicesimo anno di vita del gruppo e ci propone un insieme di canzoni compatte e dirette di rock d’estrazione americana con qualche influenza nostrana (vengono in mente i Timoria e alcuni momenti del Grignani de La Fabbrica Di Plastica).
Anche il sound della produzione si rifà ad uscite d’oltre oceano, anche se, personalmente, avrei visto meglio una registrazione ritmica più dinamica e una resa sonora meno compressa per presentare i pezzi, ma comunque, nulla che possa inficiare sul lavoro.
Dopo alcuni ascolti, l’unica critica che verrebbe da fare è quella di trovare il songwriting forse un po’ troppo omogeneo; sono un po’ pochi i pezzi che restano spontaneamente in testa e che si ricordano in maniera spiccatamente distinta. Risaltano sicuramente l’opener Urlo, singolo del disco, ruvida, compatta e diretta, in cui la voce di Carlo Spinaci regala quell’espressività in più che fa veramente la differenza, Angels, in cui i nostri tradiscono anche qualche contaminazione elettronica, purtroppo non coltivata nelle altre canzoni e la title track Life, una buona ballad che non scade nel melenso e che non stacca il piede dal gas.
Il resto dei pezzi tende un po’ all’omogeneità e a ricordare in maniera spiccata gruppi come Nickelback e Stain’d. Nulla di peccaminoso, sia ben chiaro, ma forse, in un genere così ben diffuso e troppe volte portato all’ammasso la direzione vincente può essere quella dell’azzardo che gli Swell99 ogni tanto dimostrano di saper prendere.
Una buona prova e un disco piacevole da ascoltare, sarebbe bello, in futuro avere qualche sorpresa in più da parte loro, ad esempio un disco maturo e cantato tutto in italiano (lo so, è una mia fissa, ma quando vedo alcuni pezzi in inglese e altri in madrelingua sullo stesso disco propendo sempre per la seconda soluzione)!

PS: non ho capito la citazione del lick di Beat It alla fine di Screaming To The World, ma forse, semplicemente, è “perché va bene così”. Rock’n’roll.
Recensione a cura di Antonio Enoth Cassella

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